I nostri pensieri divengono il nostro mondo. Noi diventiamo ciò che pensiamo. Questo è l'eterno mistero. (Maitri Upanisad)

sabato 29 agosto 2015

Karpur Gauram Aarti Mantra















Karpur Gauram Karunavataram
Sansara Saram Bhujagendra Haram
Sada Vasantam Hridayaravinde
Bhavam Bhavani Sahitam Namami

Mi abbandono a Shiva Shakti,
che è puro e splendente come la canfora, compassionevole,
che è l’essenza del ciclo delle esistenze e ha il serpente come ghirlanda,
che eternamente risiede nel cuore puro come il loto.

mercoledì 15 luglio 2015

Ang Sang Wahe Guru mantra
















Ang Sang Wahe Guru è uno dei principali mantra in lingua Gurmukhi trasmessoci dal sapere di Guru Amar Das; racchiude la vibrazione profonda dell'universo in ogni particella di ogni essere vivente.
Ang (la parte) e Sang (il tutto) si fondono nella conoscenza profonda dell'infinito, racchiusa nel mantra Wahe Guru

 

mercoledì 1 luglio 2015

Sivasutra di Vasugupta

















Si narra che Śiva, apparso in sogno al suo seguace Vasugupta, gli affidò il compito di diffondere nuovamente nel mondo la dottrina del non-dualismo. Seguendo le indicazioni di Śiva, Vasugupta si recò sul monte Mahādeva e qui, su una lastra di roccia, rinvenne i 77 aforismi che costituiscono gli Śivasūtra, o "aforismi di Śiva"

lunedì 29 giugno 2015

Sadhana Pancakam di Adi Shankaracharya















vedo nityamadhīyatāṁ taduditaṁ karma svanuṣṭhīyatāṁ
 teneśasya vidhīyatāmapacitiḥ kāmye matistyajyatām
pāpaughaḥ paridhūyatāṁ bhavasukhe dośo’nusandhīyatāṁ
 ātmecchā vyavasīyatāṁ nijagṛhāttūrṇaṁ vinirgamyatām

saṅgaḥ satsu vidhīyatāṁ bhagavato bhaktirdṛḍhā”dhīyatāṁ
 śāntyādiḥ paricīyatāṁ dṛḍhataraṁ karmāśu santyajyatām
sadvidvānupasṛpyatāṁ pratidinaṁ tatpādukā sevyatāṁ
 brahmaikākṣaramarthyatāṁ śrutiśirovākyaṁ samākarṇyatām

vākyārthaśca vicāryatāṁ śrutiśiraḥ pakṣaḥ samāśrīyatāṁ
  dustarkātsuviramyatāṁ śrutimatastarko’nusandhīyatām
brahmāsmīti vibhāvyatāmaharahargarvaḥ parityajyatāṁ
  dehe’haṁmatirujhyatāṁ budhajanairvādaḥ parityajyatām

kṣudvyādhiśca cikitsyatāṁ pratidinaṁ bhikṣauṣadhaṁ bhujyatāṁ
  svādvannaṁ na tu yācyatāṁ vidhivaśātprāptena santuṣyatām
śītoṣṇādi viṣahyatāṁ na tu vṛthā vākyaṁ samuccāryatāṁ
  audāsīnyamabhīpsyatāṁ janakṛpānaiṣṭhuryamutsṛjyatām

ekānte sukhamāsyatāṁ paratare cetaḥ samādhīyatāṁ
  pūrṇātmā susamīkṣyatāṁ jagadidaṁ tadvādhitaṁ dṛśyatām
prākkarma pravilāpyatāṁ citibalānnāpyuttaraiḥ śliṣyatāṁ
  prārabdhaṁ tviha bhujyatāmatha parabrahmātmanā sthīyatām

1. Studia i Veda ogni giorno, metti in pratica i loro insegnamenti. Attraverso di essi onora il divino, non desiderare i frutti delle azioni. Abbandona tutte le azioni e le abitudini negative, considera i difetti della felicità mondana. Sviluppa amore verso il Sé, abbandona il prima possibile il tuo io limitato.

2. Accompagnati al sacro e rafforza la fede nel divino. Con determinazione ricerca la pace della mente e prosegui il cammino abbandonando in primo luogo le azioni egoistiche. Avvicinati ad una persona saggia e devota, servila e venera ogni giorno i suoi sandali. Cerca solo la conoscenza del Brahman, espressa dalla sacra sillaba ‘”AUM”, ascolta le parole delle Upanisad.

3. Medita sul significato dei testi e rifugiati nella loro visione. Mantieniti distante dalle discussioni vane, segui il ragionamento dei Veda. Assumi l’attitudine di colui che è consapevole di essere Brahman, abbandona totalmente l’orgoglio. Elimina il concetto dell'Io legato al corpo, non discutere con i saggi.

4. Attraverso la quotiana cura della carità, abbandona il disagio della fame. Non cercare un pasto lauto, accontentati di ciò che ti viene dato. Sopporta il caldo e il freddo e gli altri opposti, non indulgere in parole inutili. Non aspettarti la gentilezza degli altri, abbandona ogni durezza verso gli altri.

5. Vivi felicemente in solitudine, concentra la mente sul Brahman. Percepisci ovunque il Sé che tutto pervade, osserva con distacco il mondo illusorio. Grazie alla conoscenza, distaccati dalle azioni compiute nel passato e dal pensiero di quelle da compiere. In questo modo resterai nella coscienza perfetta del Sé supremo, il Brahman.


giovedì 30 aprile 2015

danze meditative

















Sabato 9 maggio, danze meditative con Joyce Dijkstra

"Ogni suono, ogni passo è una scoperta ricca di significati. Si danza quasi sempre in cerchio. Lavorando con l’energia prodotta dal gruppo. Ma a volte si procede faticosamente, per fermarsi a riflettere o per rievocare simbolicamente le fatiche della vita, oppure si resta soli, per mostrare che si sono momenti in cui possiamo contare solo sulle nostre forze. Ma sapendo che lì vicino ci sono i nostri compagni cui possiamo risolverci per avere aiuto o sostegno. Per ottenere nuova energia il cerchio di danzatori si rivolge al centro, che è di volta in volta luogo di pace dove soffermarsi a riposare, acqua rigeneratrice cui attingere per purificarsi, luce cui rivolgersi per allontanare le tenebre che a volte ci avvolgono
L’importante è dare senso ad ogni movimento, esprimersi con il cuore, non solo con il corpo. Le danze hanno un forte potere terapeutico, per questo vanno usate con prudenza e consapevolezza. Non agiscono con la forza. Producono un cambiamento solo in chi è in grado di supportarlo"